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mercoledì, 24 giugno 2009

Rovereto vs Mobilità

Come avrete tutti notato a Rovereto, come quasi come ogni anno, sono iniziati i lavori per "migliorare" la mobilità, anche quest'anno, come quasi ogni anno, sembrano fare tutti scontenti: le macchine che non possono sfrecciare e non sanno dove parcheggiare e (stranamente) i ciclisti che si ritroveranno con pezzi di ciclabli inutili e inutilizzabili.

La città che cancella le ciclabili
(l'adige 19.06.2009)
La cancellazione della pista ciclabile di via Fontana sta sollevando un mare di critiche e proteste. I lavori sull'arteria, partiti in questi giorni, alla fine consegneranno una strada ad uso esclusivo delle automobili. Chi usa la bici, arrivando da via Dante, sarà costretto a svoltare a destra in via Garibaldi. Una soluzione che già ieri ha scatenato non poche polemiche. «Diciamo che da cittadino ho due impressioni: - racconta un anonimo comunale - che la giunta non abbia una strategia, un piano di mobilità. Faccio l'esempio delle ciclabili: commissionano un piano ed i lavori che fanno nel frattempo lo negano: in via Campagnole, su corso Rosmini, in via Fontana, dove elimineranno la ciclabile. In contemporanea completano quella al Brione. Il tutto in linea con le altre giunte: monconi senza coerenza. Sulla mobilità la giunta attuale e le precedenti non hanno mai portato avanti delle strategie, dei piani, come a Trento, dove in ciclabile si va da Gardolo fino al palazzetto di Trento Sud, passando per il centro». Critico con la giunta Valduga è anche Paolo Michelotto dell'associazione «Cittadini Rovereto». «È un'amministrazione che decide un sacco di cose ma non chiede mai il parere dei cittadini. Per loro fare politica è decidere invece non è così. Non copiano mai da città che funzionano bene. Come, per esempio, Bolzano dove il 30% dei cittadini va in bici e questo significa avere meno traffico e migliore qualità della vita. A Rovereto considerano sempre le ciclabili come un luogo di svago e divertimento. Invece sono ciclovie, spazi che permettono ai cittadini di andare in bici in sicurezza. Oggi a Rovereto chi si sposta in bici o va contro il codice della strada andando sul marciapiede oppure rischia la vita. Questa amministrazione usa solo la macchina per spostarsi e quindi non ha la minima idea di cosa vuol dire. Andare in bici è roba da temerari, coraggiosi e pure incoscienti». L'assessore alla vivibilità e viabilità Roberto Zuccatti, di fronte alle proteste, allarga le braccia: «Passerò come l'assessore più odiato dai ciclisti». Ma non si poteva proprio tenere la ciclabile di via Fontana? «Purtroppo è l'unica soluzione possibile a causa delle nuove misure che ci impongono per i marciapiedi. Altrimenti avremo dovuto eliminare i parcheggi ma sarebbe stata una mazzata per gli automobilisti. L'unica alternativa per il centro storico è entrare da via Garibaldi. Non è il massimo ma Rovereto ancora una volta dimostra di non poter essere vivibile. È impossibile arrivare alla convivenza di tutti i mezzi. Bisogna essere realisti. Le code di auto ferme di questi giorni possono spingere a prendere la bici. Eppure non calano e dimostrano che la gente preferisce la macchina alla bici. È un aspetto che non si può ignorare». Secondo lei, quindi, i ciclisti sono ancora degli sportivi e non dei pendolari che preferiscono pedalare piuttosto che ingolfare il traffico? «Purtroppo sì: oggi è ancora un lusso o un hobby andare in bici. La percentuale di chi usa la bici in città non raggiunge il 20%. Non si può stravolgere la viabilità per accontentare il 20% della popolazione. In futuro forse sì. Rovereto non riesce a far convivere le varie esigenze e le macchine non sono più le 600 di una volta ma i Suv. E a pagare, purtroppo, è la bici».
19/06/2009 - Nicola Guarnieri

I ciclisti una razza rassegnata
(l'adige 20.06.2009)
L'eliminazione della pista ciclabile di via Fontana ha creato malumori fra i ciclisti roveretani, ma l'assessore Zuccatti si è schierato nettamente a favore degli automobilisti che «sono la maggioranza». Ieri mattina siamo andati in via Dante per sondare il parere di quelli che la bici la usano tutti i giorni, e sono tanti. Sono molti quelli arrabbiati e preoccupati per le loro sorti: «se ci tolgono le ciclabili siamo finiti, ci toccherà andare sul marciapiede per non essere investiti dalle macchine» sostiene la maggioranza dei pedalatori. «Ora come ora in città le bici possono girare tranquillamente - afferma il signor Remo, pensionato - ma se tolgono la ciclabile le bici tenderanno ad andare sul marciapiede. Sarà un disastro e fioccheranno multe». La preoccupazione viene soprattutto per l'incolumità dei ciclisti più piccoli e ancora inesperti: «Circolare sulla strada con le bici è pericoloso, soprattutto per i bambini. Si è a stretto contatto con le macchine che possono urtarti da un momento all'altro e di cui si respirano i gas di scarico» si lamenta mamma Annamaria. Più dure le parole di chi, con la bici, ci lavora e sostiene che «le piste ciclabili sono totalmente insufficenti. I ciclisti non hanno alcun diritto e non c'è una cultura della bici. Una volta sono stato multato per essere transitato con il verde dei pedoni. Cosa dovevo fare? rimanere lì a respirare smog? In Europa la situazione è totalmente differente: ci sono molte ciclabili, tutte lontano dal traffico. l'Italia avrebbe molto da imparare dai paesi vicini. Ma anche solo da Bolzano». Non preoccupa solo la cancellazione di via Fontana, ma anche lo stato delle piste già esistenti, considerate strette e prive di protezioni: «se qualcuno cade va diretto sulla strada. Dovrebbero migliorare le piste ciclabili esistenti e aggiungerne di nuove, non toglierle» lamenta Gianni, un ciclista «veterano». Ma la rabbia non è il solo sentimento dei ciclisti roveretani. Alcuni di essi si mostrano infatti comprensivi verso il Comune mentre altri si dicono totalmente indifferenti: «tanto se il Comune ha intenzione di togliere le ciclabili le toglierà. L'opinione dei cittadini non conta nulla quindi è inutile protestare. Si, sarà un peccato non avere più uno spazio riservato alle bici, ma pazienza, ci adatteremo, come abbiamo sempre fatto» racconta una coppia. Magnanimo invece, con l'amministrazione comunale, un giovane ciclista, Marco: «a Rovereto lo spazio è limitato, quindi a mio parere non si può pretendere che il Comune faccia i miracoli. Se si dà spazio alle bici si toglie alle auto e viceversa». C'è chi propone invece, come la signora Stefania, una serena convivenza tra pedoni e ciclisti, affermando che «allargando il marciapiede quest'ultimi potrebbero convivere. Basterebbe un pò di tolleranza reciproca». Differente invece l'opinione di chi, di convivere con i pedoni, non ci pensa proprio: «se tolgono la ciclabile dovrebbero allora permettere ai ciclisti di transitare sul marciapiede ma si tratta di una cosa impossibile perchè è rischioso sia per le bici che per i pedoni. Nelle ore di punta infatti, quanto la città è affollata, sui marciapiedi faticano a camminare i pedoni, figuriamoci le bici. E poi è vietato dal Codice della Strada» protesta Alberto, 20enne. Feroci, invece, le opinioni degli automobilisti, non proprio contenti di dover convivere con le biciclette: «i ciclisti hanno le ciclabili ma non le usano. Sono sempre in mezzo alla strada, rischiando di farsi investire» si sfoga Francesca, che usa l'auto quotidianamente per recarsi al lavoro. «Non tutti, purtroppo, sono fenomeni della bicicletta e ritrovarsi sulla strada un ciclista spericolato non è il massimo. É pericoloso per entrambi» lamenta Paolo. Nella guerra del traffico, a Rovereto, abbiamo quindi scoperto che ci sono tre eserciti: autisti, pedoni e ciclisti. Tutti a combattere fra di loro.
20/06/2009 - Elena Chiusole


Caro assessore Zuccatti, sulle ciclabili non convince (l'adige 21/06/2009 ) (Blog di Roberto Pallanch)

Le parti in blu quelle cancellate dalla stampa


Egregio Assessore Zuccatti,
ho letto l'intervista da lei rilasciata all'Adige il 19 giugno. Le sue parole mi hanno molto colpito: «Rovereto ancora una volta dimostra di non poter essere vivibile. È impossibile arrivare alla convivenza di tutti i mezzi. Bisogna essere realisti».
Ma come? Il suo assessorato si caratterizza per una lunga serie di competenze (Arredo urbano; Verde, parchi urbani ed extraurbani; Promozione dell'uso della bicicletta; Piste e percorsi ciclabili; Traffico con particolare riferimento al relativo piano urbano; Trasporto pubblico urbano ed extraurbano) aventi l'obiettivo di rendere più vivibile la nostra città.
Mica starà dichiarando il fallimento della sua politica sulla mobilità?
E poi: «Le code di auto ferme di questi giorni possono spingere a prendere la bici». Mi sta dicendo che le code di macchine spingono le persone a salire in sella e a infilarsi negli ingorghi? Non lo trova estremamente pericoloso? È certo che non sia disincentivante? E infine alla domanda se non si poteva proprio tenere la ciclabile di via Fontana lei risponde che «Altrimenti avremmo dovuto eliminare i parcheggi ma sarebbe stata una mazzata per gli automobilisti» e che «per come è disegnata Rovereto, è impossibile creare percorsi protetti. Soprattutto perché comporterebbero il sacrificio di molti parcheggi e gli automobilisti, la maggioranza, non lo tollererebbero».
Beh io queste affermazioni non le vorrei sentire. Il problema non è rincorrere la maggioranza o la minoranza di turno ma chiedersi se quella ciclabile è strategica. E per rispondere bisogna avere una strategia complessiva.
E se fosse importante va trovata una soluzione! Ad esempio potrebbe fare una "perequazione" (che tanto vanno di moda in questi giorni): al posto dei parcheggi di via Fontana riduca il prezzo o renda
gratuito il rinnovato parcheggio di via Manzoni: è sottoutilizzato e lo avete pure dotato di biciclette (a che pro?)!

Egregio assessore il nostro sindaco Valduga ha vinto le elezioni perchè si è messo in contrapposizione con la politica delle precedenti amministrazioni. In coerenza con il vostro mandato avete commissionato una consulenza che ha individuato una rete di ciclabili cittadine: una rete
Assessore! Non dei monconi! Tale consulenza mi risulta essere stata confermata nella variante al PRG
che il suo collega Tomazzoni in questi giorni sta presentando nelle circoscrizioni.
Eppure i recenti lavori in via Campagnole, gli attuali lavori su via Fontana e sul tratto finale di Corso Rosmini stanno negando la strategia che la vostra Giunta ha delineato.

Assessore mi dispiace ma la sua politica sulla mobilità, la trovo in coerenza con la politica che negli ultimi vent'anni hanno portato avanti le giunte precedenti, negando il mandato principale che i cittadini hanno dato al nostro sindaco Valduga: rompere con le vecchie logiche, rompere con i monconi di ciclabili per disegnare un piano integrato di mobilità su due ruote.
Assessore, mi dimostri coi fatti che non ho capito nulla e mi spieghi il suo piano di mobilità, dove mi aspetto di trovare corsie preferenziali, aumento della frequenza delle corse degli autobus, detrazione degli abbonamenti agli autobus dalle tasse comunali, semafori che diventano subito verdi per i pedoni, incentivi per le famiglie che mandano a scuola i propri figli nel proprio bacino di utenza, parcheggi di assestamento, ZTL più ampie, un'area intera in cui imporre il limite dei 30 all'ora, ma non la sola via Setaioli ("politica del moncone")!
Se le ciclabili non son fatte per Rovereto, le elimini tutte ma mi faccia vedere un'idea che guarda al 2020 e non al 1990! Il 2020 è l'anno entro il quale per la Comunità europea dovremo ridurre il nostro inquinamento, è l'anno scelto (spero non a caso) da «Rovereto 2020».
Io mi auguro una Rovereto disegnata e pensata per i bambini, per gli anziani, per le categorie considerate «più indifese».
Io assessore (e sono convinto anche Lei), non voglio una città in cui vincono i SUV (i più forti) e in cui «a pagare, purtroppo, è la bici» (l'indifesa). La ringrazio per l'attenzione e le auguro buon lavoro.
Lorenzo Martinelli - Rovereto


postato da: ElStefano alle ore 10:09 | link | commenti (1)
categorie: rassegna stampa, viabilità, mobilità, accade a rovereto



Commenti
#1    24 Giugno 2009 - 11:37
 
da qualche giorno tutto tace... la strategia sarà quella di aspettare che i ciclofili si dimentichino che una volta lì c'era la ciclabile.
grazie per la segnalazione!
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