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mercoledì, 01 luglio 2009

Da L'Adige di ieri

"I cittadini hanno preferito l'auto"


Zuccatti e le ciclabili "Solo il 20%  ora usa la bicicletta"


Continuano le proteste dei cittadini per la rimozione delle piste ciclabili in città, a partire da quella di via Fontana. Numerose le mail di grandi e piccini, con note di indignazione. «Io abito nel centro storico di Borgo Sacco e uso sempre la bicicletta per andare a scuola e in città - scrive Davide Mattei, 9 anni - perché devono andare tutti in automobile? Io vorrei poter andare in bici senza essere costretto a pedalare sulla strada o sul marciapiede che poi i vigili mi danno la multa». Bambini e adulti si adoperano insomma per far sentire la loro voce all'assessore alla vivibilità urbana Roberto Zuccatti che però ribatte: «Così è e così rimane. Mi sono già espresso per quanto riguarda l'argomento ciclabili quindi è un caso chiuso». L'assessore aveva precedentemente dichiarato che «eliminare la ciclabile di via Fontana è necessario per regolarizzare i marciapiedi. Ci sono state imposte infatti delle nuove misure per quest'ultimi. L'alternativa è togliere spazio ai parcheggi ma non è fattibile perché gli automobilisti sono in maggioranza». Alle parole dell'assessore ribatte così Riccarda Colla, cittadina: «Nelle città e negli stati vicini si cerca di aumentare la percorribilità e la sicurezza tracciando nuove piste e facendo così spazio a chi va in bicicletta. Questo rende il traffico automobilistico più scorrevole, riduce l'inquinamento acustico e atmosferico, permette a chi usa la bici di arrivare a pochi passi da negozi e uffici, riduce i costi pubblici di asfaltatura e i costi personali di carburante, rende sufficienti i parcheggi». Ma a queste parole Zuccatti risponde che «è impossibile arrivare alla convivenza di tutti i mezzi. Nonostante le code di questi giorni i roveretani continuano a preferire la macchina alla bici e questo è un aspetto che non si può ignorare. Oggi la bicicletta è ancora un hobby e chi la usa non raggiunge il 20%. Non si può stravolgere la viabilità per accontentare il 20% della popolazione; forse in futuro sì. Le macchine si sono moltiplicate a dismisura e a pagare purtroppo è la bici». Le spiegazioni dell'assessore non convincono la signora Colla che, sostenuta da gran parte dei pedalatori, afferma: «È una decisione antidemocratica perché se è vero che il 20% dei roveretani usa la bici si tratta di un numero cospicuo. Sono migliaia di cittadini che hanno gli stessi diritti dei pedoni e degli automobilisti, che pagano le stesse tasse e che votano con eguale valenza. Invito l'assessore a prendere esempio da Vienna dove i marciapiedi sono allargati e divisi tra pedoni e ciclisti, lasciando così la strada alle auto». Ma Rovereto è disegnata in maniera differente dalla città austriaca e «ora come ora è impossibile creare percorsi protetti ed accontentare tutti» ribatte Zuccatti.


Piccola riflessione: il 20% di 35000 abitanti sono 7000 persone circa... Nemmeno così poche direi!


Sempre dalla stessa pagina de L'Adige


Inviperiti anche i membri del blog di Roberto Pallanch. Molti di loro rilasciano commenti in rete, rivolgendosi direttamente a Zuccatti: «É ovvio che le code di questi giorni non spingono le persone a montare in sella: è estrememente pericoloso e poco salutare. Per questo va trovata una soluzione. Ad esempio si potrebbe ridurre il prezzo o rendere gratuito il rinnovato parcheggio di via Manzoni: è sottoutilizzato e pure dotato di biciclette. Trovo che questa politica di mobilità neghi il mandato principale che i cittadini hanno dato al nostro sindaco Valduga: rompere con le vecchie logiche e con i monconi di ciclabili per disegnare un piano integrato di mobilità su due ruote».

postato da: Fiets alle ore 07:24 | link | commenti (9)
categorie: rassegna stampa, viabilitĂ 



Commenti
#1    01 Luglio 2009 - 10:26
 
Ottima riflessione. E mi vien da chiedermi quale sia la fonte di questo 20%? Se vi sia una ricerca in merito ai flussi di persone che percorrono le vie cittadine oppure se è un dato sparato a casaccio. Ad ogni modo l'assessore si barcamena in risposte superficiali e poco utili alla discussione del problema della mobilità a Rovereto. Questa amministrazione è in linea con le precedenti: semplicemente non affronta e quindi non risolve il problema della mobilità interna e rincorre l'emergenza con soluzioni tampone e poco efficaci!

Ciao
Lorenzo Martinelli
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#2    01 Luglio 2009 - 11:31
 
ma il 20% è fatto sugli abitanti o su chi utilizza la strada? (perchè la cosa è molto differente)

e sempre: se si vogliono dare numeri, quanti utilizzano la macchina?

no perchè se 20% utilizzano la bici allora a occhio almeno il 30-40% va a piedi (ogni volta che giri in bici, quanti pedoni incontri?)
e i mezzi pubblici?



e del 100% (cioè degli abitanti) quanti non utilizzano nulla ? (anziani etc)

sarebbe bello avere i dati completi, se proprio si vogliono dare i numeri.

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#3    01 Luglio 2009 - 11:53
 
Convengo. Un dato percentuale isolato non sempre è completo. In questo caso non nlo è per nulla. Il mondo dei trasporti non è bipolare: bicicletta o automobile (perfortuna). Comunque sia il 20% sarebbe 1/5 della popolazione su una cittadina di 35000 abitanti sono 7000 persone! Non mi sembra siano poche.

"L'alternativa è togliere spazio ai parcheggi ma non è fattibile perché gli automobilisti sono in maggioranza", ma perchè accontentare la maggioranza se la minoranza è più virtuosa? A Rovereto si ha paura del cambiamento, di andare contro corrente; Ma bisogna aggiornarsi dico io, non restare all'era dell'automobile.

Tornando al caso via Fontana: quanti sono i parcheggi in questione? circa 15-20 ad occhio e croce non sono tanti. C'è il Follone a 5 minuti a piedi, il parcheggio di via Manzoni a 3 minuti a piedi ed un'infinità di piazzole per la sosta disseminate lungo corso Rosmini e le viuzze ad esso perpendicolari.

E' ora che i roveretani inizino a lasciare l'auto a casa ed è ora che l'Amministrazione dia più peso alla mobilità sostenibile.
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#4    01 Luglio 2009 - 12:40
 
Memorie e promesse disattese

Video ciclabili 2007

Foto ciclabili 2007


Dopo due anni la situazione non solo non è migliorata, come promesso dall'amministrazione, ma è addirittura precipitata in un vortice di assurdità. I commenti sulla serietà e sulla credibilità degli amministratori si sprecano.
La politica deve prima di tutto essere in grado di portare avanti un'idea, un progetto concreto, una visione unitaria. Comunicare coerenza e idee concrete.
Vergogna!
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#5    01 Luglio 2009 - 13:08
 
Bufera ciclabili

[..] Di ciclabili se ne parla: qui http://massacriticarovereto.splinder.com/post/20870087/Da+L%27Adige+di+ieri qui http://massacriticarovereto.splinder.com/post/20824332/Rovereto+vs+Mobilit%C3%A0 e qui http://robertopallanch.splinder.com/post/20808461/lett [..]
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#6    01 Luglio 2009 - 13:36
 
l'europea Trento, ha avuto il coraggio di distinguere gli utilizzatori della cittĂ  dagli abitanti.
Questo ha permesso di fare in modo che chi non abita a Trento sia "costretto" a lasciare l'auto ai margini della cittĂ  e penetrare a piedi, in bici o con i mezzi!
Noi, continuiamo a permettere a tutti di entrare in via tartarotti, girare tre o 4 volte tra le piazze in cerca di parcheggio per poi uscire ed andare al follone.
Risultato:
inquinamento
tempo
traffico
usura delle strade
parcheggio nello stesso posto in cui si sarebbe trovato prima

questo fenomeno si ripete in corso bettini con svolta in via Paganini, in via Paoli/Corso rosmini, ecc.

Per non parlare dei parcheggi pertinenziali.

Oltre le ciclabili: ripensiamo alla mobilitĂ  della cittĂ !
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#7    01 Luglio 2009 - 14:28
 
«Ciclisti penalizzati: in città politica assurda»

Trentino — 27 giugno 2009 pagina 26 sezione: PROVINCIA
ROVERETO. Continuano le proteste dei ciclisti nei confronti dell’amministrazione, che con gli ultimi cantieri sta di fatto togliendo alcuni tratti di piste ciclabili nel centro della città. Fa molto discutere infatti la cancellazione della pista ciclabile di via Fontana, per fare spazio al marciapiede - allargato a norma di legge - e eliminata per non togliere i parcheggi sul lato opposto. «Anch’io sento l’urgenza di esprimere una forte protesta - scrive Riccarda Colla - per l’indirizzo anacronistico e antidemocratico che sta prendendo l’amministrazione comunale sulla scelta di eliminare le ciclabili. Anacronistico, perché basta guardarsi intorno, nelle città e negli stati vicini, ovunque si cerca di fare nuove piste. Le scelte sono anche antidemocratiche, perché i ciclisti sono migliaia di cittadini che hanno gli stessi diritti dei pedoni e degli automobilisti. Invito l’assessore alla viabilità a rivedere le proprie posizioni e a ricercare una migliore vivibilità nelle vie del centro cittadino. Lo invito ad andare anche, ad esempio, a Vienna, dove potrebbe vedere i marciapiedi allargati per fare spazio anche alle biciclette».
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#8    01 Luglio 2009 - 14:29
 
Senza percorsi alternativi la cittĂ  si blocca

Trentino — 13 giugno 2009 pagina 28 sezione: PROVINCIA
ROVERETO. Nessuno mette in dubbio che i lavori alla viabilità debbano essere fatti, ma non così senza una programmazione di soluzioni alternative, anche soluzioni tampone, per evitare disagi alla circolazione e le innegabili proteste dei cittadini. Traffico, lavori e viabilità al collasso diventano un caso politico con gli interventi di Sandra Dorigotti (Pd) e Marco Graziola (Patt). E la consigliera comunale all’opposizione non si ritiene soddisfatta dopo la risposta alla sua domanda di attualità inerente la “crisi della mobilità in città”. «Inutile negarlo, il problema c’è, è reale e va risolto. Alla lunga minimizzare le questioni e accettare lo stasu quo rischia di tradursi in impotenza e immobilismo. Dunque bisogna intervenire e subito» afferma l’esponente del Pd. La quale ha fatto riferimento alle dichiarazioni, rilasciate al Trentino dall’ex mobility manager di Rovereto ingegner Smaniotto e del comandante dei vigili urbani D’Arcangelo che hanno riconosciuto una situazione di crisi della mobilità in città. «Certo, lo sappiamo anche noi che i lavori sulle strade vanno fatti, che i cantieri creano innegabili disagi e rendono più difficile la circolazione delle auto e delle bici, ma nello stesso tempo quando si decide di intervenire sulla viabilità è necessario pensare a misure alternative, a percorsi anche temporanei per offrire un’alternativa alle auto, per disincentivare l’utilizzo della macchina favorendo, invece, l’uso della bicicletta. Prendiamo ad esempio - afferma Dorigotti - il nodo di via Cavour, via Craffonara e zone adiacenti il supermercato Poli: perché non si è pensato a un percorso protetto per ciclisti e pedoni? Perché, almeno per il tempo dei lavori non è stata messa in atto una soluzione ciclabile per chi si sposta da Borgo Sacco al centro?» E il discorso scivola inevitabilmente sul piano della mobilità, un piano che deve essere ripensato complessivamente. «Se ne sta parlando ora in fase di revisione del piano regolatore, con soluzioni in parte progettate, in parte suscettibili dei modifiche. Ma il vero problema è quello di alleggerire la mobilità automobilistica, favorendo lo sviluppo di una vera rete di ciclabili, di percorsi studiati con una vera logica, non moncherini o tratti incompiuti. Non si può ridurre la questione viabilità soltanto ad un problema contingente, chiamato in causa è un modello generale, una visione complessiva del problema che sembra mancare a questa amministrazione. La questione per noi consiglieri del Pd non si è chiusa con la domanda di attualità. Torneremo sul problema viabilità, uno dei nodi più importanti per la vivibilità di Rovereto». Traffico e parcheggi di attestamento «devono diventare il punto più importante nel programma di chi andrà a governare dal 2010», parola di Marco Graziola, segretario del Patt cittadino. «Le problematiche che da tempo stiamo cercando di evidenziare, cominciano a diventare di attualità purtroppo sulla pelle dei cittadini. La pericolosità delle nostre strade interne ed esterne rendono poco piacevole la vita di chi abita a Rovereto. Ingorghi, smog e nervosismo sono all’ordine del giorno per gli automobilisti e per chi percorre con poca sicurezza le nostre strade - afferma Graziola - Va dato atto che grazie all’amministrazione Valduga qualcosa si sta muovendo, ma troppi lavori in contemporanea portano disagi a tutti i cittadini: forse si poteva fare qualcosa anche prima. Perché non pensare a parcheggi di attestamento? Perché non realizzare un parcheggio multipiano all’ex mangimificio Sav e uno all’ingresso sud della città?» - Giancarlo Rudari
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#9    02 Luglio 2009 - 18:53
 
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