
"I cittadini hanno preferito l'auto"
Zuccatti e le ciclabili "Solo il 20% ora usa la bicicletta"
Continuano le proteste dei cittadini per la rimozione delle piste ciclabili in città, a partire da quella di via Fontana. Numerose le mail di grandi e piccini, con note di indignazione. «Io abito nel centro storico di Borgo Sacco e uso sempre la bicicletta per andare a scuola e in città - scrive Davide Mattei, 9 anni - perché devono andare tutti in automobile? Io vorrei poter andare in bici senza essere costretto a pedalare sulla strada o sul marciapiede che poi i vigili mi danno la multa». Bambini e adulti si adoperano insomma per far sentire la loro voce all'assessore alla vivibilità urbana Roberto Zuccatti che però ribatte: «Così è e così rimane. Mi sono già espresso per quanto riguarda l'argomento ciclabili quindi è un caso chiuso». L'assessore aveva precedentemente dichiarato che «eliminare la ciclabile di via Fontana è necessario per regolarizzare i marciapiedi. Ci sono state imposte infatti delle nuove misure per quest'ultimi. L'alternativa è togliere spazio ai parcheggi ma non è fattibile perché gli automobilisti sono in maggioranza». Alle parole dell'assessore ribatte così Riccarda Colla, cittadina: «Nelle città e negli stati vicini si cerca di aumentare la percorribilità e la sicurezza tracciando nuove piste e facendo così spazio a chi va in bicicletta. Questo rende il traffico automobilistico più scorrevole, riduce l'inquinamento acustico e atmosferico, permette a chi usa la bici di arrivare a pochi passi da negozi e uffici, riduce i costi pubblici di asfaltatura e i costi personali di carburante, rende sufficienti i parcheggi». Ma a queste parole Zuccatti risponde che «è impossibile arrivare alla convivenza di tutti i mezzi. Nonostante le code di questi giorni i roveretani continuano a preferire la macchina alla bici e questo è un aspetto che non si può ignorare. Oggi la bicicletta è ancora un hobby e chi la usa non raggiunge il 20%. Non si può stravolgere la viabilità per accontentare il 20% della popolazione; forse in futuro sì. Le macchine si sono moltiplicate a dismisura e a pagare purtroppo è la bici». Le spiegazioni dell'assessore non convincono la signora Colla che, sostenuta da gran parte dei pedalatori, afferma: «È una decisione antidemocratica perché se è vero che il 20% dei roveretani usa la bici si tratta di un numero cospicuo. Sono migliaia di cittadini che hanno gli stessi diritti dei pedoni e degli automobilisti, che pagano le stesse tasse e che votano con eguale valenza. Invito l'assessore a prendere esempio da Vienna dove i marciapiedi sono allargati e divisi tra pedoni e ciclisti, lasciando così la strada alle auto». Ma Rovereto è disegnata in maniera differente dalla città austriaca e «ora come ora è impossibile creare percorsi protetti ed accontentare tutti» ribatte Zuccatti.
Piccola riflessione: il 20% di 35000 abitanti sono 7000 persone circa... Nemmeno così poche direi!
Sempre dalla stessa pagina de L'Adige
Inviperiti anche i membri del blog di Roberto Pallanch. Molti di loro rilasciano commenti in rete, rivolgendosi direttamente a Zuccatti: «É ovvio che le code di questi giorni non spingono le persone a montare in sella: è estrememente pericoloso e poco salutare. Per questo va trovata una soluzione. Ad esempio si potrebbe ridurre il prezzo o rendere gratuito il rinnovato parcheggio di via Manzoni: è sottoutilizzato e pure dotato di biciclette. Trovo che questa politica di mobilità neghi il mandato principale che i cittadini hanno dato al nostro sindaco Valduga: rompere con le vecchie logiche e con i monconi di ciclabili per disegnare un piano integrato di mobilità su due ruote».
