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sabato, 10 ottobre 2009

Books and Bike

Bicycle diaries di David Byrne

David Byrne musicista britannico naturalizzato statunitense, fondatore dei Talking Heads, da tempo usa la bicicletta a New York come principale mezzo di trasporto come testimonia un suo video.






Nel 2010 uscirà in Italia il suo libro "Bicycle diaries" (uscito a settembre in inglese).
Alcune città come Londra, Berlino, San Francisco, Istanbul, Buenos Aires e molte altre ancora vengono raccontate dal punto di vista della ciclabilità... Verrebbe da commentare: chissà cosa scriverebbe di Rovereto?
Buona lettura
L

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postato da: Fiets alle ore 19:13 | link | commenti (1)
categorie: libri e letture


martedì, 29 settembre 2009

il bello della bicicletta

Il bello della bicicletta è l’ultimo lavoro del noto antropologo Marc Augé. Il teorizzatore dei non luoghi (ri)parte dalla bicicletta promuovendola come “simbolo di un futuro ecologico per la città di domani e di un’utopia antica in grado di riconciliare la società con se stessa”. Non più di luoghi e non luoghi ma è di mobilità che si parla. Una “mobilità” sia interiore che urbana (esteriore), muovendo dalla storia individuale legata a questo strumento di trasporto primordiale, fino a quella di una collettività, unita dal mito condiviso. Il filo conduttore del suo agile e discorsivo libretto di poco più di sessanta pagine inizia a dipanarsi dagli anni cinquanta del secolo scorso. E il bandolo della matassa è la coppia Fausto Coppi (l’eroe dell’epopea contemporanea celebrato da Roland Barthes)- Gino Bartali, che della bicicletta hanno fatto un mezzo mitico, simbolo di un sistema valoriale ormai dimenticato nella realtà urbana contemporanea. Lo definisce “nuovo umanesimo dei ciclisti”, che annulla le differenze di classe e riconduce le nostre esistenze a ritmi più sostenibili (quelli della pedalata) mediante i quali le vie urbane diventano spazi da scoprire. Metà del volumetto potrebbe risultare un tantino come un nostalgico racconto tracciato attraverso la storia personale di uomo del novecento (Augé) attorno all’antico” mito”, seppur premessa indispensabile alle riflessioni successive. È nella seconda parte che la connessione tra il “simbolo” bicicletta e concetti quali urbanizzazione e geografie urbane apre le porte dell’avvenire e emerge l’Augè studioso più acuto. Si auspica ad una ricerca della città perduta, minacciata dalla frammentazione dovuta ad una nuova organizzazione del lavoro e dell’incombere delle tecnologie. Le città  contemporanee sono adducibili a vere e proprie città-mondo, una sintesi del mondo, con le loro differenze etniche, culturali, sociali ed economiche. In che consiste quindi il sogno possibile di una città migliore? La risposta è chiaramente la simbolica bicicletta. Augè cita l’esempio di Parigi e dei suoi velib come un primordiale tentativo di redenzione della città - si badi bene che non rischino di rimanere attrazione estiva o causa di conflitto tra automobilisti e ciclisti-. L’ostacolo alla realizzazione di una città ciclabile è stata, nel caso parigino, la limitazione del servizio alla zona intra muros, escludendo le periferie, invece parte viva del tessuto urbano. Casi più virtuosi che testimoniano la possibilità di una città di biciclette sono le cittadine emiliane quali Modena o Parma, la cui qualità della vita è rinomata. Qual è il punto? “La sfida risiede proprio nel conciliarle esigenze della megalopoli e quelle della città concepita come luogo di vita, ambiente intimo con i suoi punti di riferimento”. Augé suggerisce di non soffocare il pensiero dell’avvenire  schiacciandolo sui dati presenti, ma di provare a concepire una utopia urbana efficace, i cui limiti e le cui frontiere possono essere ridisegnati dall’uso della bicicletta. Accettare questa sfida permetterebbe di poter immaginare una megalopoli tra trent’anni: traffico assente, mezzi pubblici ovunque, macchine parcheggiate in un luogo isolato dove poterle recuperare per andare fuori città previo rilascio autorizzazione, e biciclette dappertutto, noleggiabili o parcheggiabili in ogni dove. Il ciclo-futuro proposto da Augé comincia a rivelare vantaggi non indifferenti. Guardando alle città e ai suoi abitanti dopo l’“effetto pedalata” – per citare la bella espressione proposta dall’autore – il mondo sembra essere migliore.

fonte: Tafter.it

altri link sul libro qui
postato da: portobeseno alle ore 22:20 | link | commenti
categorie: libri e letture


giovedì, 16 aprile 2009

blog sul restauro di biciclette d'epoca

Segnalo paramanubrio - blog sul restauro delle biciclette d'epoca, contiene tra l'altro cataloghi fotografici e link utili per cicloturismo storico.





immagini tratte dal blog
paramanubrio
postato da: portobeseno alle ore 13:35 | link | commenti (1)
categorie: varie, libri e letture


giovedì, 22 gennaio 2009

Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta

Qualche giorno fa Michele Marziani ci ha gentilmente contattato per publicizzare il suo libro. Di seguito c'è una breve descrizione di libro e autore.

 
Cover_Dei_small
Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta
Cult Editore, Firenze, euro 9,5, distribuzione Rizzoli

Il libro
Umberto Dei non è una persona. È una bicicletta. Anzi, un mito. E intorno a lei si snoda il romanzo di Michele Marziani, il cui protagonista, Arnaldo Scura, lascia un remunerativo lavoro da broker finanziario per fare il meccanico di biciclette. Il negozio di Arnaldo a Milano diviene crocevia di incontri, amori, pensieri, avventure. Fino a tingere di giallo le vicende di Nas, giovane studente afgano, aiutante del protagonista nella riparazione delle biciclette, ma soprattutto nel restauro delle Umberto Dei. Il finale, sorprendente, squarcia con ironia il pesante velo dei pregiudizi verso gli immigrati. Un tema caro all’autore, insieme a quello delle rivolte degli anni Settanta che, presente nel romanzo d’esordio “La trota ai tempi di Zorro”, torna, in tutt’altro contesto, anche in questa nuova prova narrativa di Marziani. Lo scrittore riminese si conferma abile nel trattare con competenza e leggerezza - senza cadere nell’ideologia e nel buonismo - problematiche attuali, dense e troppo spesso evitate da chi scrive romanzi. Il linguaggio utilizzato, una sorta di monologo interiore in cui le parole degli altri non sono chiuse tra virgolette ma inglobate nel testo, consente lo scorrere dolce e veloce di una storia che ha il sapore di una favola contemporanea, poetica e reale.

L'incipit
Quando ho visto brillare gli occhi di Nas di fronte alla mia Umberto Dei allora ho capito: la cultura è universale, altro che storie. È successo un pomeriggio di quelli in cui la luce nella bottega entra di taglio, quando il cielo è pulito e si sente il profumo dei glicini sul naviglio. Il ragazzo è entrato e sembrava un marocchino come gli altri, quelli che vengono a vedere se possono mettersi a posto la bicicletta coi tuoi attrezzi e se va bene ti lasciano un paio di euro, sennò si portano via pure una chiave o le pezze col mastice. Di solito non m’importa e li lascio venire. Non mi piace che di questa città si dica nel mondo che c’è diffidenza. Anche se a dirla per intero sarebbe pure così, ci si guarda tutti con un po’ di sospetto, anche qui sulla Martesana. Ma io vengo da un’altra vita, ho imparato che è meglio farsi portar via una chiave che lasciare la gente a piedi in mezzo a una strada.

L'autore
Michele Marziani è nato nel 1962 a Rimini dove attualmente risiede.  Ha vissuto a lungo sul lago d'Orta e a Milano. 
Umberto Dei” è la sua seconda prova narrativa dopo il romanzo di esordio “La trota ai tempi di Zorro” (DeriveApprodi). È autore anche di diversi libri di viaggi, vini e cibi.


Qui trovate la lettura audio del primo capitolo:

Qui, invece, i video della prima presentazione, il 29 novembre, alla libreria Rizzoli di Milano: http://www.youtube.com/view_play_list?p=E8272698BC1BD6D4

Il sito di Michele Marziani:
http://www.michelemarziani.org
postato da: farronait alle ore 19:31 | link | commenti
categorie: libri e letture


venerdì, 22 agosto 2008

TRENTINO IN BICICLETTA - ATLANTE CICLOTURISTICO IN 120 MAPPE

Oggi l'ho comprato, 16 euro, allo sportello "fa la cosa giusta" in piazza Venezia a Trento.

"La prima guida esaustiva che raggruppa i più interessanti percorsi ciclabili del Trentino.
Un atlante cartografico chiaro e completo con oltre 120 tavolette in scala 1:50.000.
13 suggestivi itinerari in bicicletta tra natura, storia e arte.
Per cicloturisti di tutte le età e di tutti i livelli.
Un atlante con un’accurata cartografia dei principali percorsi ciclabili del Trentino. 13 itinerari progettati, sperimentati e descritti dai volontari di Trentino Arcobaleno, che valorizzano la rete di piste ciclabili e le uniscono in percorsi altamente suggestivi.
Dalla Val di Sole al Garda, dalla Val d’Adige alla Valsugana e ancora la Val di Gresta, la Valle dei Laghi, Folgaria, Asiago, Fiemme e molti altri luoghi immersi in uno scenario ambientale magnifico, tra monti e prati.
Gli itinerari sono adatti a tutti, cicloturisti, famiglie e sportivi, anche poco allenati, in quanto è possibile utilizzare il trasporto pubblico per completare le tappe o per evitare i tratti più impegnativi.
La dettagliata descrizione degli itinerari comprende la cartografia dei percorsi, altrimetrie ma anche informazioni per il pernottamento, il ristoro e la riparazione della bicicletta." (fonte)



postato da: farronait alle ore 18:37 | link | commenti
categorie: libri e letture


giovedì, 08 maggio 2008

Ediciclo

Sullo Stelvio in bicicletta
Quattro amici sullo Stelvio, stanchi, soddisfatti, appoggiati alle loro fide biciclette che li hanno condotti fin lassù, dove volano le aquile. L'urgenza di trasmettere immagini ed emozioni in un libro, di aiutare altri a realizzare il proprio sogno a pedali.
Cosi nasce Ediciclo Editore, che nel 1987 pubblica i primi tre volumi della collana Il Grimpeur (poi diventata "Passi e Valli") dedicata proprio alle salite in bicicletta. Il suo esordio viene salutato dalla stampa in questi termini: "tre volumi che non dovrebbero mancare nella biblioteca di ogni ciclista, e dovrebbero essere presenti nella sede di ogni organizzatore di corse... Tre libri scritti con passione e... sudore. (...) Una fatica che merita un plauso, incondizionato". (Alberto Carobba, Il Gazzettino, 16 aprile 1988).


CONTINUA QUI


postato da: okcomputer alle ore 23:08 | link | commenti
categorie: libri e letture, buone esperienze


venerdì, 23 novembre 2007

Ciclosofia



Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia (Il mondo visto dal sellino).
Pratiche Editrice, 156 pp, € 11.36, ISBN: 88-7380-717-8


Appena terminato di leggere. E' leggero e frizzante come può esserlo una pedalata primaverile, e personalmente l'ho trovato ricco di risposte alle molte domande che mi attanagliavano da sempre.

Risposte come questa.

"Il ciclista urbano è per sua natura un inventore.
La solitudine, in mezzo a una marea di automobili, gli conferisce la sensazione di doversi battere per imporre il proprio universo.
Il suo mezzo di trasporto arciminoritario lo conforta nell'idea che egli vive nell'era gloriosa dei pionieri, che c'è molto di nuovo da inventare.
E questa pagina bianca nella storia dell'umanità, scritta con i suoi copertoni, è una bella sfida che egli raccoglie ogni giorno, sollevando la testa, un occhio alla circolazione, per evitare di essere un martire prematuro della scienza. Ecco perché, signori automobilisti che li insultate, signori agenti che li multate, ecco perché i ciclisti descrivono ineffabili arabeschi sulla carreggiata, ecco perche' passano con il rosso o salgono sui marciapiedi.
In un organismo urbano in cui sono solo un corpo estraneo, in una città ostile, s'inventano un modo di essere che non è stato previsto per loro.
Tratteggiano nello spazio la minuta di una città in bicicletta: tracciano e cancellano.
Le loro evoluzioni sono rimorsi d'artista. Sono tutti presi nel loro atto creativo, nello schizzo febbrile. Non giudicateli adesso, ma quando avranno terminato la prima stesura.
Nell'attesa, smettetela con questi colpi di clacson, fate silenzio e trattenete il respiro come fareste davanti ad un bambino che fa i primi passi in un equilibrio sempre sul punto di infrangersi.
Osservateli con indulgenza commossa.
Cercano, barcollando, un nuovo equilibrio che rimetterà in marcia la città."

Come si fa a non commuoversi di fronte a tanta poesia?
Nel caso lo compriate, buona lettura.
postato da: okcomputer alle ore 22:25 | link | commenti (4)
categorie: libri e letture, buone esperienze


domenica, 23 settembre 2007

Progetti urbani


LA FINESTRA SUL MONDO

Lo spazio urbano condiziona in modo positivo o negativo i nostri comportamenti tanto da poter affermare che “tu diventi in base a quello che vedi e tutto quello che vedi lo vedi con tutto quanto hai visto prima”.

Appare chiaro come sia importante modificare lo spazio urbano per poter permettere in particolar modo ai bambini di vivere queste esperienze di autonomia e per favorire la crescita individuale e collettiva.

Promuovere  la realizzazione di ambienti stimolanti e semiologicamente ricchi, significa investire sullo sviluppo dei proprî figli. Ma a nulla vale una scena urbana vivida e stimolante, se lo spazio non è accessibile e fruibile senza pericolo. L’accessibilità urbana, ovvero la compatibilità fra le esigenze di utenti diversi, in altre parole la sicurezza, è il fattore azzerante senza il quale  è inutile qualsiasi considerazione.

Si rendono necessarî perciò, interventi strutturali capaci di garantire che le strade presentino quei livelli di sicurezza tali da permettere di uscire di casa senza essere accompagnati. Questi interventi strutturali seguono una precisa logica che discende dal porre il bambino come parametro di riferimento.

Le priorità che seguono possono considerarsi una carta dei diritti dei bambini (ma anche dei pedoni) sulle strade e costituiscono delle dichiarazioni di principio:

1.      il cittadino in qualsiasi strada urbana ha il diritto di poter uscire di casa a piedi;
2.      il cittadino in qualsiasi strada urbana ha il diritto di poter camminare per la città (uscire, sostare, camminare, attraversare, muoversi in ogni strada urbana);
3.      poiché la città è il luogo dove il cittadino vive, il teatro della sua vita, dove intesse le relazioni sociali, questa non può essere percorsa dal traffico automobilistico di attraversamento;
4.      in quanti più casi è possibile il cittadino deve avere la possibilità di muoversi in bicicletta sfruttando percorsi gradevoli, diretti e sicuri per poter raggiungere ogni luogo urbano.
...
(continua)

Laboratorio di progettazione per la città partecipata
di Ippolito La Medica, Pianificatore Territoriale ed Urbanista
Progetto ideato, elaborato e realizzato da Ippolito La Medica
Realizzazione Web Manuela Nicolucci
Progetto per gli enti locali della Provincia di Ascoli Piceno
postato da: portobeseno alle ore 17:09 | link | commenti
categorie: libri e letture, viabilità, buone esperienze


martedì, 04 settembre 2007

Una pista ciclabile non è altro che la strada riservata ai velocipedi a pedale, o comunque utilizzata da essi.

In questo periodo qui nel Roveretano si parla molto di biciclette, piste ciclabili e di nuovi progetti diretti in questa direzione. Segno, forse, che qualcosa si sta muovendo.
Nuove proposte e idee nelle ultime due settimane hanno riempito le pagine dei quotidiani locali, salendo alla ribalta della cronaca.
In questo post potete trovare alcuni link a documenti che trattano degli aspetti tecnici e normativi delle piste ciclabili, e che possono tornare utili per capire meglio i cambiamenti che (speriamo) interesseranno le nostre strade.


LA CITTA' IN BICICLETTA-PROGETTARE PERCORSI CICLABILI PER MIGLIORARE L'AMBIENTE
http://www.arpa.veneto.it/pubblicazioni/htm/scheda_pub.asp?ID=181

CICLABILITA’ URBANA ORIENTAMENTI E LINEE GUIDA
http://www.fiab-onlus.it/downl2/orcicl2.pdf

DECRETO MINISTERIALE 30 novembre 1999, n. 557
Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili
http://www.fiab-onlus.it/tecpist.htm

Definizione di pista ciclabile:
Una pista ciclabile non è altro che la strada riservata ai velocipedi a pedale, o comunque utilizzata da essi. Non solo quindi le biciclette, ma anche veicoli con tre o quattro ruote. Talora queste piste possono essere usate anche dai pedoni o da automobili. La legge, che stabilisce il regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche, espone le tipologie in ordine decrescente, proprio per stabilire i criteri da seguire per una corretta progettazione.
postato da: farronait alle ore 00:05 | link | commenti (3)
categorie: documenti, libri e letture


giovedì, 07 giugno 2007

Guida ai fondi per la ciclabilità

dal sito fiab questo interessante documeto

(clicca sull'immagine per scaricarlo)
postato da: ElStefano alle ore 19:13 | link | commenti (1)
categorie: documenti, iniziative, libri e letture