<






PENSACI






fonte:
www.prezzibenzina.it


Critical Map

Newsletter della Massa: Tieniti aggiornato!


iscriviti cancellati

Partecipano

Contapedalate

giovedì, 12 novembre 2009

Appuntamento mobilità

A tutti gli interessati, segnalo il seguente appuntamento sul tema della MOBILITA' ROVERETANA

Venerdì 20 novembre ad ore 20.00

Centro Civico Brione - ROVERETO

postato da: farronait alle ore 18:11 | link | commenti (1)
categorie: incontri, appuntamenti, mobilità, accade a rovereto


sabato, 07 novembre 2009

In ricordo di Eva

Cari lettori di questo blog, ieri è arrivata una e-mail da parte di un'amica di MCR riguardo la morte di Eva, una ragazza di 28 anni che la settimana scorsa è stata investita da un taxi lungo una via centrale di Roma.

Per tutto il mese di novembre la ciclofficina centrale di Roma www.ciclonauti.org organizzerà una biciclettata/fiaccolata ogni venerdì sera per ricordare Eva e per far sentire la voce dei ciclisti di città.

MCR, nel suo piccolo, attraverso questo semplice post vuole ricordare Eva.

eva-in-bici--140x180
Articolo Corriere della Sera-Roma
Articolo RomaToday
Post
postato da: farronait alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: varie, media, mobilità


mercoledì, 30 settembre 2009

Sulla ciclabile auto parcheggiate (dal Trentino, 30 settembre 2009)

dal Trentino - Pagina 26 - Cronaca di Rovereto
 
Sulla ciclabile auto parcheggiate

E cancellate le piste i ciclisti viaggiano nel traffico contromano
 In via Fontana e largo S. Caterina ogni giorno si sfiora l’incidente: «Sbagliano, la colpa è del Comune»
 
 ROVERETO. Sono segnali forse momentanei, ma chi insiste a spostarsi in bicicletta se ne accorge eccome. In corso Bettini, dove prima c’era una ciclabile, per quanto criticata e con molti punti deboli, ora stanno silenziosamente tornando le automobili parcheggiate. Succede in Borgo Santa Caterina, dove la strada è larghissima per una via a senso unico, ma le fioriere sono state spostate addosso al marciapiede, togliendo un percorso molto usato dalle bici. E ancora via Fontana, via Dante con una ciclabile perennemente non finita, e altri esempi ancora. In Corso Bettini, nelle ultime settimane, chi gira in bici, anche solo fino in biblioteca, ha vita difficile. Di giorno ci sono lavori, la sera cull’ex tracciato parcheggiano le auto. La ciclabile ufficialmente chiusa, il terreno è dissestato. I ciclisti però non si rassegnano, e tra loro ci sono i ragazzi di Massa Critica. Sabato scorso, malgrado la pioggia, hanno raccolto un gruppo di oltre cinquanta persone, di ogni età, tutti in bici. Il gruppo ci tiene a dichiararsi sganciato dai partiti e dalle divisioni politiche. Quest’estate, per molti di loro, Rovereto è diventata “la città che cancella le ciclabili”. Tengono un blog e ogni ultimo sabato del mese, alle 17.30, si ritrovano in piazza delle Erbe, per poi sfilare per la città. «Sono tutti segnali negativi», commentano Michele e Mario, alcuni dei principali animatori del gruppo. «La situazione per certi versi è tragica. Noi ci rivolgiamo, più che all’amministrazione o alla politica in generale, alle persone. Ci interessa soprattutto sensibilizzare il cittadino. Ma la situazione attuale, e le scelte finora fatte da chi amministra, non aiutano affatto. Manca un piano generale ed integrato di piste ciclabili; i percorsi sono tutti spezzetati e non c’è continuità». Sulla mancanza di un piano ciclabili, recentemente, si è mosso anche il Pd, con una raccolta firme. La cancellazione di alcuni percorsi ha creato nuove situazioni di rischio, e alcuni ciclisti passano anche dove non si dovrebbe. Ad esempio in Borgo Santa Caterina, dove, per abitudine o solo per la palese larghezza della strada, i ciclisti continuano a percorrere la via contromano. E chi prosegue, affacciandosi in via Fontana, crea rischi a sè stesso e agli automobilisti. Si continua a pedalare contromano in via Campagnole: per risolvere il problema l’ingegner Claudia Andrighettoni, assunta dal Comune per progettare un piano di ciclabilità, aveva suggerito di creare una pista per le bici sulla via, ma non se n’è fatto nulla. «È vero - riconoscono i ragazzi della Massa Critica - molti ciclisti sono indisciplinati e si prendono seri rischi. In parte però è una diretta conseguenza della mancanza di una rete che funziona». (ms)
postato da: Monaccia alle ore 15:21 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, mobilità


mercoledì, 02 settembre 2009

Le ZTL e i 30 all'ora

Prendendo spunto dall’intervista dell’assessore Zuccatti sul blog dell’Adige, volevo confrontarmi con voi su due questioni: le zone con il limite a 30 all’ora e le zone ZTL (zona a traffico limitato).

I 30 all’ora: personalmente non sono d’accordo con questa scelta dell’amministrazione. Si parla tanto di sicurezza, in consiglio comunale si è detto che la ciclabile di Corso Bettini non è sicura e poi si vogliono fare delle strade con bici e auto che convivono(!?). Per la nostra cultura e per la nostra maniera di andare in auto non credo che possa esistere una sana convivenza e rispetto tra automobili e biciclette su un’unica corsia. Per non parlare poi che ridurre la velocità in alcuni tratti porterebbe – come giustamente sottolinea Fabrizio Gerola – ad un blocco della viabilità. Sinceramente, infine, sfido chiunque a rispettare un limite dei 30 all’ora.

Le ZTL: concordo con l’assessore Zuccatti quando propone un allargamento delle ZTL, però mi piacerebbe che almeno ci fossero delle corsie “riservate per i ciclisti”, così posso pedalare senza nessun problema, senza continuare a suonare il campanello o scendere dalla bici. Il tutto condito da una sana disciplina, il ciclista non deve sfrecciare a tutta birra per il centro ma tenere un’andatura tranquilla ed il pedone dovrebbe responsabilizzarsi un po’ e fare un attimo d’attenzione.

postato da: elToss alle ore 07:59 | link | commenti (5)
categorie: mobilità, prg , accade a rovereto


mercoledì, 26 agosto 2009

Breve resoconto sul Consiglio comunale di martedì 25 agosto


L'illusionista Harry Houdini

Come volevasi dimostrare, Houdinì colpisce ancora. Pur essendo coerente con la mozione approvata il 17 ottobre 2007 dal Consiglio ancora in carica, la mozione proposta dal consigliere Gerola (vedi slide presentazione in Consiglio) sulla ciclabilità a Rovereto è stata respinta.
Netto il no di Valduga e della sua maggioranza: 17 i contrari, 9 favorevoli (Pd, Upt e Verdi), 5 astenuti (Forza Italia, AN e PATT).
Il Sindaco si è infatti dichiarato contrario al percorso ciclabile di Via Dante, che nella mozione si chiede venga spostato sul lato ovest della strada, e Via fontana, cosi come al “collegamento di Borgo Sacco con il centro attraverso Via Campagnole nonché quelli di Via Marconi così come progettato dall'ing. Claudia Andrighettoni”.
Valduga ha esordito dichiarando, con il solito eccesso di vittimismo, di vedere nella mozione “non un desiderio di cambiare la città, ma un attacco inaccettabile sul piano politico e un processo alla sua amministrazione”. Accuse che Gerola prontamente non ha accettato.
In evidenza l'intervento di Rasera che ha accusato il Sindaco di parlare di “un ante Valduga e di un post Valduga: il tempo degli errori e il tempo a cui a essi si rimedia. Servirebbe invece fare delle scelte anche contro la volontà dei commercianti. Occorre pensare al futuro”.
Valduga ha fatto sapere che “concordiamo eventualmente con il terzo punto della mozione l'unico al quale potremmo essere favorevoli”. Il punto richiede che venga data priorità  “alla creazione di una rete di percorsi protetti di collegamento con le sedi scolastiche cittadine, in considerazione sia della mole del traffico generato dagli spostamenti di scolari e studenti, sia della necessità ed urgenza di sensibilizzare in particolare le giovani generazioni ad uno stile di vita più sano e rispettoso dell'ambiente”. Su Via Fontana il Sindaco ha motivato il suo niet spiegando come la ciclabile non s'immetta “in una rete funzionante: Corso Rosmini e il centro non consento certo la creazione di una via ciclabile sicura”. Analogo discorso per Via Dante “spostare la ciclabile sul lato ovest è pericoloso, sono più numerose le auto che si dirigono verso il follone di quelle che su Piazza Nazario Sauro giungono su Via Dante. Va poi detto che in centro storico dove il traffico è limitato, si circola tranquillamente in bici. Via Dante è un'asse portante del traffico automobilistico e non è possibile garantire la priorità al passaggio su due ruote” .
Da segnalare l'intervento del consigliere Volani (Upt) che ha esposto le difficoltà di raggiungere Borgo Sacco dal centro (ed in particolare dalla stazione dei treni) evidenziando i pericoli che tali spostamenti comportano. Nella sua argomentazione ha denunciato “la violazione delle libertà individuali dei cittadini che desiderano muoversi in bicicletta in sicurezza anche in città”.
Benoni (FI) e D'Antuono (AN) pur criticando aspramente l'operato dell'Amministrazione non hanno approvato la mozione perché “non affronta il problema della ciclabilità nella sua globalità ma prevede solo dei tronconi senza un disegno complessivo”. Anche se, c'è da aggiungere: “Putost che miga, l'è meio putost”.
Generalmente le scuse più o meno valide impiegate, “non ci sono soldi, non c'è lo spazio etc...”, reggono poco, il problema è sempre quello: ci vuole la volontà politica! Si deve aver chiaro a chi dare la priorità: ai soggetti più deboli, pedoni e ciclisti, oppure rovesciando la gerarchia e favorendo i più "forti"?
Straordinario invece Zuccatti (giustamente sbeffeggiato da Benoni) che ha sostenuto che le ciclabili sono inopportune in quanto “abbiamo il dovere di preservare il centro storico” e le opere che necessitano andrebbero ad “intaccare la bellezza della nostra città”.
Ancora una volta si è dimostrato carente, la normativa prevede infatti che gli itinerari ciclabili, posti all'interno del centro abitato o di collegamento con i centri abitati limitrofi, devono comprendere le seguenti tipologie (riportate in ordine decrescente rispetto alla sicurezza che le stesse offrono per l'utenza ciclistica): piste ciclabili in sede propria; piste ciclabili su corsia riservata; percorsi promiscui pedonali e ciclabili; percorsi promiscui ciclabili e veicolari.
Non è quindi necessario come sostenuto da Zuccati (e dal Sindaco) erigere muri, muretti o opere faraoniche che “deturpano la bellezza del nostro centro storico”. Anzi, una città più vivibile sarebbe migliore e sarebbe un ottimo biglietto da visita per chi “viene a visitarla”.
Ciclabili_01
Slide presentazione
"Mozione Gerola"
postato da: Monaccia alle ore 11:46 | link | commenti (20)
categorie: viabilità, mobilità


venerdì, 21 agosto 2009

«Bici in stazione, che invidia il nuovo parcheggio di Trento»

da l'Adige pag.31, Cronaca di Rovereto, 21 agosto 2009


(Foto: Il parcheggio bici alla stazione di Piazzale Orsi)

A Trento si sta investendo più che a Rovereto sulla mobilità alternativa. Ne è convinto un lettore che ci ha scritto per segnalare la diversa funzionalità del nuovo parcheggio delle biciclette alla stazione dei treni di Trento e, per contro, le condizioni di quello roveretano. «Il nuovo parcheggio delle biciclette presso la stazione dei treni di Trento è un'opera veramente utile e necessaria. Ora, a nome di tutte le persone che utilizzano il parcheggio delle biciclette, lato nord, della stazione dei treni di Rovereto, vi invito a fare un articolo nella cronaca di Rovereto, riguardo alla situazione penosa in cui giace il parcheggio (spocizia, furti, parcheggi abusivi di automobili e parcheggio selvaggio di moto nei posti adibiti alle biciclette). Sarebbe interessante sapere se in futuro sarà possibile realizzare anche a Rovereto un parcheggio uguale a quello inaugurato a Trento».
postato da: Monaccia alle ore 19:21 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, trasporti, mobilità


giovedì, 20 agosto 2009

Sotto il sole d'agosto o nella neve ma pur sempre al lavoro in bici

Dopo Emilio di Mori (per info), ecco un'altra testimonianza di pendolarismo in bici

da l'Adige pag.26, Cronaca di Rovereto, 20 agosto 2009

Foto del 24 novembre scorso sulla ciclabile all'altezza di Chiusole
(Foto del 24 novembre scorso sulla ciclabile all'altezza di Chiusole)

Qualche tempo fa abbiamo riferito della scelta di un nostro lettore di Mori che con la pioggia, il sole d'agosto o il vento più forte viene sempre al lavoro in città in bicicletta. Il tema era quello dei trasporti alternativi all'auto. Una testimonianza utile a capire che ci si può spostare e bene anche in bici: «Senza il problema del parcheggio e delle code - scriveva il moriano - si arriva in città appena cinque minuti dopo l'auto...». Dello stesso filone è l'intervento di Claudio Raffaelli, di Calliano, anche lui patito del pendolarismo in bici: «E' vero - scrive - usare la bici per recarsi quotidianamente al luogo di lavoro è proprio di pochi, anzi pochissimi. Condivido in pieno le osservazioni di Luciano Manfrini: recarsi in bici al lavoro non è un sacrificio, bensì una libertà. Dopo più di dieci anni di pendolarismo (Calliano-Rovereto) sono arrivato al punto di arrabbiarmi se per qualche malaugurato motivo devo usare l'auto. Per rendere l'idea ecco alcuni dei miei "numeri". Nel 2008 su 218 giornate lavorative 218 trasferte in bici (pioggia, gelo, vento, neve, afa che sia). Chilometri percorsi in auto l'anno scorso 2.300, in bici 14 mila. Io sono del parere che l'amministrazione pubblica potrebbe prevedere un "incentivo" a chi usa quotidianamente la bici per recarsi al lavoro. Invece di spendere vanamente denaro in studi sulla mobilità. Si cominci a premiare chi l'auto la lascia a casa». D.P.
postato da: Monaccia alle ore 18:35 | link | commenti (3)
categorie: rassegna stampa, trasporti, mobilità, buone esperienze


mercoledì, 12 agosto 2009

Direttamente da Marte... (II parte)

dal TRENTINO, mercoledì 12 Agosto 2009
Pagina 13 - Cronaca di Trento   
 
Piste ciclabili, ecco tutti i cantieri aperti
Entro il 2010 il Comune di Trento vuole arrivare a 48 km

Si sta ultimando un tratto in via Malfatti. Lavori in corso anche in via Valnigra Prossimi interventi anche in San Pio X

 TRENTO. L’otto per cento dei cittadini di Trento oggi si sposta in bicicletta, ma l’obiettivo del piano mobilità del Comune è di salire al 15% entro l’anno prossimo. Ecco perché nel 2010 ci saranno molti cantieri aperti per realizzare altre piste ciclabili in città per arrivare a quasi 48 chilometri di tratti percorribili sulle due ruote a Trento.
 Per ora le piste ciclabili realizzate dal Comune coprono poco meno di 17 chilometri, quelle provinciali presenti in città, come la ciclabile lungo il fiume Adige, sono lunghe 22,4 chilometri. Quelle in fase di realizzazione in questo momento, con progetto esecutivo, sono di due chilometri, mentre quelle in previsione per l’anno prossimo con semplice studio di fattibilità arriveranno a 6,5 chilometri, sempre da realizzare in città.
 In fase di realizzazione attualmente c’è un tratto in via Malfatti nei pressi dell’incrocio con via Giovanni a Prato, un’opera che ha creato qualche problema sia ai commercianti che ai residenti della zona che si sono lamentati per il restringimento della strada, la perdita di parcheggi e, da ultimo, il taglio degli alberi.
 Altra opera in esecuzione è il marciapiede ciclopedonale di via Valnigra a Villazzano, che sarà comunque pronto per il prossimo anno, assieme alla messa in sicurezza di tutta la viabilità in quella zona. Ecco di seguito tutti gli interventi in progetto dall’amministrazione comunale.
 La ciclabile di San Pio X, che avrà una lunghezza complessiva di 1,2 chilometri, seguirà l’andamento delle arcate della ferrovia attraversando la strada di via San Pio X, proseguendo fino a via Cauriol e quindi attraversando il torrente Fersina e arrivando fino ai giardini di via Marsala e del Salè.
 Poi è previsto il completamento della ciclabile su via Maccani, per collegarsi dal quartiere di Cristo Re alla ciclabile di via Brennero e che proseguirà sul ponte che porta a Canova. Un’altra pista in progetto è quella lungo l’Adige dove ora si sta realizzando il muretto anti-esondazione: là si potrà estrapolare anche un tratto di percorso ciclopedonale. Ed infine ci sarà quella che costeggia le arcate della ferrovia della Valsugana, in località Gocciadoro, a Trento sud. Insomma, c’è sempre più voglia di mettersi in sella alle due ruote per muoversi in città e abbandonare l’auto, come conferma il neo assessore all’ambiente e mobilità Michelangelo Marchesi.
(m.b.)

da http://massacriticarovereto.splinder.com/post/20870087#comment
Zuccatti e le ciclabili "Solo il 20%  ora usa la bicicletta"
[...] Oggi la bicicletta è ancora un hobby e chi la usa non raggiunge il 20%. Non si può stravolgere la viabilità per accontentare il 20% della popolazione; forse in futuro sì. Le macchine si sono moltiplicate a dismisura e a pagare purtroppo è la bici». Le spiegazioni dell'assessore non convincono la signora Colla che, sostenuta da gran parte dei pedalatori, afferma: «È una decisione antidemocratica perché se è vero che il 20% dei roveretani usa la bici si tratta di un numero cospicuo. Sono migliaia di cittadini che hanno gli stessi diritti dei pedoni e degli automobilisti, che pagano le stesse tasse e che votano con eguale valenza. [...]

Notate le differenze: dove sta l'errore? Perché Trento aumenta la lunghezza ciclabile per "salire al 15%" (rispetto all'8% odierno) di fruitori, mentre Rovereto chiude le piste ciclabili perché "chi la usa non raggiunge il 20%"? Houdinì ne sa qualcosa?

postato da: Monaccia alle ore 08:58 | link | commenti (1)
categorie: media, viabilità, mobilità, buone esperienze


martedì, 11 agosto 2009

Parcheggio sicuro per le biciclette (L'Adige dell'11/08/2009)

A vederlo da fuori, con quel cancellone di ferro spesso e le alte inferriate, sembra quasi l'entrata di un carcere. In realtà si tratta del nuovo parcheggio - deposito per biciclette, aperto da ieri mattina in via Dogana, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. L'impressione impenetrabilità e di sicurezza è amplificata dalla telecamera posta all'ingresso e vuol far capire a passanti e utilizzatori il vero scopo del deposito: essere un'area protetta e attrezzata per la sosta di lunga durata delle biciclette in una zona strategicamente cruciale. Qui infatti confluiscono le linee del trasporto pubblico urbano, extraurbano e della ferrovia. Nelle intenzioni di Comune, Provincia, Trentino Mobilità e Rfi, il parcheggio dovrebbe contribuire a sviluppare un sistema di interscambio che combina l'uso di più mezzi per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro. L'intervento è costato complessivamente 107.600 euro più Iva. Dovrebbe arrivare anche un contributo del Ministero dell'ambiente di 58 mila euro, ma da Roma l'assegno tarda ad arrivare. La nuova struttura è stata presentata ieri dall'assessore comunale alla mobilità Michelangelo Marchesi, accompagnato dal suo predecessore Aldo Pompermaier. Si è provveduto (dopo la pulizia dell'area) al montaggio delle rastrelliere su due livelli, all'attivazione di un sistema di videosorveglianza costituito da otto telecamere, di una recinzione metallica e di un nuovo cancello di entrata. Inoltre sono state installate di due validatrici, una in ingresso e una in uscita dal parcheggio, per il controllo e la gestione degli accessi. Per quanto riguarda le rastrelliere si tratta di un modello prodotto da un'azienda tedesca e particolarmente innovativo perché potrà razionalizzare lo spazio a disposizione raddoppiando il numero di stalli bici. Ora saranno 200, tutti coperti. Il parcheggio è stato pensato in particolar modo per gli abbonati al trasporto pubblico, urbano ed extraurbano, e a Trenitalia. Essi potranno accedere direttamente e gratuitamente utilizzando la propria tessera Mitt (la smart card), mentre gli abbonati a Trenitalia sulle tratte extraprovinciali potranno rivolgersi a Trentino Mobilità, ente gestore del parcheggio, per il rilascio della tessera Mitt, sempre gratuita, con la quale potranno accedere al parcheggio. Anche i non abbonati al trasporto pubblico potranno usufruire del parcheggio bici richiedendo la tessera a Trentino Mobilità. Per quanto riguarda le tariffe, si pagheranno 50 euro per l'abbonamento annuale (di cui 25 euro per caparra rimborsabile alla scadenza) o 7 euro per l'abbonamento mensile. Ci saranno poi anche tessere a scalare utilizzabili per singoli ingressi al costo di 2 euro. La sistemazione del parcheggio è stato reso possibile grazie alla disponibilità di Rfi che ha dato l'area al Comune in comodato gratuito. Marchesi ha annunciato che il prossimo passo per incrementare la ciclabilità in città (ora siamo al 10 per cento) sarà quello di realizzare un parcheggio analogo nell'area dell'ex stazione di servizio a Port'Aquila. D.B.


postato da: lollobop alle ore 21:51 | link | commenti (1)
categorie: rassegna stampa, mobilità


domenica, 09 agosto 2009

Azzolini: "In giunta ora c'è un Houdinì e ha fatto sparire tutto"

È stato un «valdughiano» della prima ora, ha sostenuto il sindaco con forza, era uno degli assessori più attivi ma poi, caso unico in Italia, in settembre ha rassegnato le dimissioni. Renzo Azzolini, infatti, era candidato alle provinciali e, per correttezza, ha preferito lasciare la giunta. Adesso, però, è un fiume in piena: molti suoi progetti, già finanziati, sono finiti in bolle di sapone. E questo non piace a colui che sì ha sposato i programmi del professore ma, contrariamente ad altri, non ha mai abbassato la testa. La prima domanda, d'obbligo, è sul gattile. Davvero non era previsto? «Certo che era previsto. Era inserito nel progetto e adesso scopro che è sparito. Era pure stata individuata la casetta che avrebbe ospitato i gatti. Lo stesso canile avrebbe dovuto essere in dirittura d'arrivo e invece niente. Chi ha preso il mio posto evidentemente è Houdinì». Perché? «Perché ho visto tutti i miei progetti svanire nel nulla». Come le ciclabili? «Valduga mi ha sempre chiamato il biciclettaro e al sindaco i biciclettari non sono mai piaciuti. E così quando me ne sono andato ha cancellato tutto. Il piano della ciclabilità è finito in un cassetto. Mi fa arrabbiare anche scoprire che a Rovereto si sposta in bici il 20% della popolazione e che quindi si deve dare priorità alle macchine. Ma stiamo scherzando? Questa percentuale ce l'ha solo Copenhagen. Se questi sono i numeri dobbiamo essere felici, vuole dire che i roveretani hanno già capito e sposato l'idea della mobilità leggera». Queste cifre, però, hanno ucciso la pista di via Fontana. «Un'altra assurdità di questa amministrazione. Non si può votare un piano, inserire i fondi a bilancio e poi cassarlo. È assurdo». Sparito per una ripicca? «So solo che, come ho detto, i biciclettari a Valduga non piacciono e quando l'assessore biciclettaro se n'è andato è sparito anche il piano della ciclabilità». Altri progetti fermi: ciclabile S. Maria - ex cartiera e parco dell'Acqua. «Pretesti. Era l'idea che mi ha spinto a sostenere Valduga: la vivibilità urbana. Adesso scopro che improvvisamente le sponde del Leno sono diventate franose e che quindi non si realizza niente». Poi ci sono i parcheggi. «Già. Erano in cantiere i due di attestamento. Qualcuno li ha visti? E vorrei parlare di quello all'ospedale. Grazie a me il Comune ha risparmiato due milioni e mezzo. Ma Valduga risponde a Previti senza sapere di cosa parla. Il parcheggio l'ho bloccato io perché mi sono arrabbiato con l'allora assessore alla sanità Andreolli. Gli ho ricordato che i parcheggi di tutti gli ospedali del Trentino li ha realizzati la Provincia. Mi ha dato ragione. Ma se nessuno in Comune fa pressioni...». Sono passate le pistole ai vigili urbani. Lei era contrario, vero? «Assolutamente sì. A cosa serve? Ogni tanto mi trovo a passare in città alle due di notte e chi incontro? Solo polizia e carabinieri. Ma dove sono i problemi di sicurezza?». Un'ultima domanda: che fine ha fatto il «lotto zero»? «Lo chieda a Houdinì. C'era tutto, soldi compresi e sarebbe stato lo spazio feste più invidiato, tra l'altro realizzato su un ex discarica bonificata dalla Provincia. Svanito nel nulla».
di Nicola Guarnieri

AD0908ROV1-27da l'Adige 09/08/09, Cronaca di Rovereto - pag. 27
postato da: Monaccia alle ore 22:33 | link | commenti (14)
categorie: media, rassegna stampa, viabilità, mobilitÃ