L'illusionista Harry Houdini
Come volevasi dimostrare,
Houdinì colpisce ancora.
Pur essendo coerente con la mozione approvata il 17 ottobre 2007 dal Consiglio ancora in carica, la mozione proposta dal consigliere Gerola (
vedi slide presentazione in Consiglio) sulla ciclabilità a Rovereto è stata
respinta.
Netto il no di Valduga e della sua maggioranza: 17 i contrari, 9 favorevoli (Pd, Upt e Verdi), 5 astenuti (Forza Italia, AN e PATT).
Il Sindaco si è infatti dichiarato contrario al percorso ciclabile di Via Dante, che nella mozione si chiede venga spostato sul lato ovest della strada, e Via fontana, cosi come al “
collegamento di Borgo Sacco con il centro attraverso Via Campagnole nonché quelli di Via Marconi così come progettato dall'ing. Claudia Andrighettoni”.
Valduga ha esordito dichiarando, con il solito eccesso di vittimismo, di vedere nella mozione “n
on un desiderio di cambiare la città, ma un attacco inaccettabile sul piano politico e un processo alla sua amministrazione”. Accuse che Gerola prontamente non ha accettato.
In evidenza l'intervento di Rasera che ha accusato il Sindaco di parlare di “
un ante Valduga e di un post Valduga: il tempo degli errori e il tempo a cui a essi si rimedia. Servirebbe invece fare delle scelte anche contro la volontà dei commercianti. Occorre pensare al futuro”.
Valduga ha fatto sapere che “c
oncordiamo eventualmente con il terzo punto della mozione l'unico al quale potremmo essere favorevoli”. Il punto richiede che venga data priorità “
alla creazione di una rete di percorsi protetti di collegamento con le sedi scolastiche cittadine, in considerazione sia della mole del traffico generato dagli spostamenti di scolari e studenti, sia della necessità ed urgenza di sensibilizzare in particolare le giovani generazioni ad uno stile di vita più sano e rispettoso dell'ambiente”. Su Via Fontana il Sindaco ha motivato il suo niet spiegando come la ciclabile non s'immetta “
in una rete funzionante: Corso Rosmini e il centro non consento certo la creazione di una via ciclabile sicura”. Analogo discorso per Via Dante “
spostare la ciclabile sul lato ovest è pericoloso, sono più numerose le auto che si dirigono verso il follone di quelle che su Piazza Nazario Sauro giungono su Via Dante. Va poi detto che in centro storico dove il traffico è limitato, si circola tranquillamente in bici. Via Dante è un'asse portante del traffico automobilistico e non è possibile garantire la priorità al passaggio su due ruote” .
Da segnalare l'intervento del consigliere Volani (Upt) che ha esposto le difficoltà di raggiungere Borgo Sacco dal centro (ed in particolare dalla stazione dei treni) evidenziando i pericoli che tali spostamenti comportano. Nella sua argomentazione ha denunciato “
la violazione delle libertà individuali dei cittadini che desiderano muoversi in bicicletta in sicurezza anche in città”.
Benoni (FI) e D'Antuono (AN) pur criticando aspramente l'operato dell'Amministrazione non hanno approvato la mozione perché “
non affronta il problema della ciclabilità nella sua globalità ma prevede solo dei tronconi senza un disegno complessivo”. Anche se, c'è da aggiungere: “Putost che miga, l'è meio putost”.
Generalmente le scuse più o meno valide impiegate, “non ci sono soldi, non c'è lo spazio etc...”, reggono poco,
il problema è sempre quello: ci vuole la volontà politica! Si deve aver chiaro a chi dare la priorità: ai soggetti più deboli, pedoni e ciclisti, oppure rovesciando la gerarchia e favorendo i più "forti"?
Straordinario invece Zuccatti (giustamente sbeffeggiato da Benoni) che ha sostenuto che le ciclabili sono inopportune in quanto “
abbiamo il dovere di preservare il centro storico” e le opere che necessitano andrebbero ad “
intaccare la bellezza della nostra città”.
Ancora una volta si è dimostrato carente,
la normativa prevede infatti che gli itinerari ciclabili, posti all'interno del centro abitato o di collegamento con i centri abitati limitrofi, devono comprendere le seguenti tipologie (riportate in ordine decrescente rispetto alla sicurezza che le stesse offrono per l'utenza ciclistica):
piste ciclabili in sede propria; piste ciclabili su corsia riservata; percorsi promiscui pedonali e ciclabili; percorsi promiscui ciclabili e veicolari.
Non è quindi necessario come sostenuto da Zuccati (e dal Sindaco) erigere muri, muretti o opere faraoniche che “
deturpano la bellezza del nostro centro storico”. Anzi, una città più vivibile sarebbe migliore e sarebbe un ottimo biglietto da visita per chi “viene a visitarla”.