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martedì, 03 novembre 2009

Dal Trentino del 2 novembre 2009

Pozzer (Verdi): «Ciclabili cancellate da Valduga gravissimo passo all indietro»

  ROVERETO. Cancellare le ciclabili? Un provvedimento fuori dal tempo, e soprattutto una scelta che disincentiva la mobilità alternativa ed ecologica. Lo sostiene Ruggero Pozzer (Verdi), che parla senza mezzi termini di «regressione culturale».  «Gravissima» dice, è la «cancellazione delle piste ciclabili». Un «provvedimento fuori dal tempo e dalla logica di incentivare l’uso del mezzo più sostenibile. Un’azione che si pone controcorrente rispetto ad ogni riferimento con qualsiasi città di un qualsiasi stato civile europeo. Rovereto è sempre stato laboratorio di innovazione culturale ma in questo caso - argomenta Pozzer - sembra avviata verso una regressione inspiegabile». La giustificazione dell’amministrazione Valduga è che non ci sono spazi a sufficienza per ciclabili sicure, ma per Pozzer il sindaco vuole dare priorità assoluta alle auto. L’atteggiamento dovrebbe essere il contrario, spiega il consigliere: definire prioritariamente la rete delle ciclabili e solo dopo inserire i percorsi veicolari. Bisognerebbe dunque avviare la «realizzazione definitiva dell’asse ciclabile di attraversamento nord sud con passaggio dalle vie Fontana e Dante. Da Marco a Sant’Ilario in percorso protetto e con precedenza agli incroci».
postato da: Fiets alle ore 08:08 | link | commenti (2)
categorie: rassegna stampa


Dal Trentino del 30 ottobre 2009

In via Fontana ai 30 orari

  ROVERETO. Il limite dei 30 orari si estende anche a via Fontana. L’ordinanza vale da ieri, e presto la limitazione di velocità verrà estesa a via Dante e ad altre strade del centro. L’intenzione è di migliorare così «la sicurezza sia per gli autoveicoli che per velocipedi e pedoni». Per ora i vigili urbani monitoreranno la situazione, ma tra una settimana inizieranno con le multe.  Con la graduale eliminazione delle piste ciclabili, la prima strada su cui è stata inaugurata la linea dei 30 orari è stata via Setaioli, in estate. La motivazione di maggior peso era di garantire la sicurezza agli studenti e alle studentesse dell’Opera Barelli all’ingresso e all’uscita da scuola. Via Setaioli peraltro è piuttosto stretta di suo e con due file di auto parcheggiate il limite dei 30 chilometri l’ora era fisiologico ben prima della sua approvazione: per incrociare indenni altri mezzi che provengono in senso contrario, gli automobilisti riducono la velocità per istinto.  Nei giorni scorsi il limite è stato applicato a corso Bettini, fin dalla riapertura dopo i lavori di riasfaltatura. Del resto, rimossa la vecchia corsia “rossa” per le biciclette, molto numerose su corso Bettini (vi si concentrano Mart, biblioteca, liceo, Arcivescovile e università, creando un indotto notevole al traffico delle due ruote), all’assessorato alla vivibilità di Roberto Zuccatti è parso più che naturale utilizzare lo stesso sistema per garantire sicurezza a pedoni e ciclisti.  Anche in questo caso, la tolleranza è limitata alle prime due settimane dall’introduzione del limite: i cartelli sono già stati affissi e i vigili urbani per il momento presidiano la zona né più né meno come al solito, con un agente negli orari di punta per sorvegliare l’uscita degli studenti dalle scuole e il normale surplus di traffico dovuto anche agli scuolabus. Ma dalla prossima settimana scatteranno misure più severe. Sono già previsti servizi con i telelaser e l’autovelox, per far capire a suon di contravvenzioni che il momento della tolleranza è finito.  Ora tocca a via Fontana, altro punto critico per le biciclette, anche perchè molti ciclisti continuano a ripercorrere il tracciato della vecchia ciclabile come nulla fosse. I cartelli con il limite dei 30 verranno affissi nei prossimi giorni e da quel momento, in linea teorica, i trasgressori saranno puniti. Vale anche qui però la stessa linea di corso Bettini: prima di punire con severità, meglio dare ai roveretani l’opportunità di metabolizzare le nuove regole. Dopo un periodo di “assestamento”, valutato in una settimana, dieci giorni al massimo, si passerà alla linea dura. C’è poi la questione di via Dante, pure candidata ai 30 orari. Ma sulla data non ci sono certezze.
postato da: Fiets alle ore 08:02 | link | commenti
categorie: rassegna stampa


giovedì, 22 ottobre 2009

Da L'Agige di oggi 22/10/2009

 La notizia si commenta da sola

Adige 2009-10-22Purtroppo la qualità dell'immagine non è delle migliori. Ma si legge testualmente:

Mai più piste in città se non sono protette"

Il consiglio comunale ha detto no ai posteggi in via Fontana cassando
la mozione Benoni (Pdl) che ne chiedeva il ripristino. Per il sindaco
è stata anche l'occasione per dire "mai più piste ciclabili non
protette in città finché io avrò la responsabilità"
postato da: Fiets alle ore 10:12 | link | commenti (3)
categorie: rassegna stampa


venerdì, 02 ottobre 2009

Dal Trentino del 1/10/2009

Trentino — 01 ottobre 2009   pagina 23   sezione: PROVINCIA

Via Fontana e via Dante a 30 all'ora

  ROVERETO. Una riga gialla per terra non fa la sicurezza del ciclista. Tanto che dal 1999 un decreto stabilisce che piste ciclabili così si possano fare, ma in deroga: la responsabilità rimane in capo a chi le ha autorizzate, quindi il sindaco. La giunta attuale, non ne licenzierà nemmeno una. Seguendo una via diversa: strade più ampie, limite dei 30 all’ora e bici assieme alle auto.  Quello che è successo ora in via Fontana e risuccederà a breve in corso Bettini è semplice: rifacendo la strada, in pratica si azzera tutto. Quindi finchè le cose rimanevano come erano, la responsabilità di eventuali incidenti sarebbero state ancora del sindaco Maffei, che autorizzò quelle ciclabili. Come sarebbe se ci fossero incidenti sull’unica superstite delle ciclabili “in deroga”: quella di via Dante. Valduga ed i suoi questa responsabilità non se la vogliono assumere, e li si può anche capire. Quindi due sole scelte: o fare le ciclabili come si deve (tre possibilità: sopraelevate, su un marciapiede, ma distinte dal colore rosso; separate dalla strada da un muretto; separate da fioriere larghe almeno 50 centimetri e con bordi arrotondati) o non farle. Nessuna delle modalità prescritte secondo l’amministrazione è compatibile con arredo urbano e rilancio delle vie del centro. Quindi zero ciclabili. La creazione di percorsi sicuri per i ciclisti si deve cercare in altre soluzioni. E quella «finale» è la pedonalizzazione. Nell’idea della giunta attuale, sia corso Bettini che l’asse via Fontana via Dante dovrà essere in futuro pedonalizzato. Ora le condizioni per farlo non ci sono (parcheggi, viabilità alternativa) ma si lavora in quella direzione, e quindi in quel momento il centro cittadino sarà tutto praticabile da pedoni sui marciapiede e bici sulla carreggiata, in entrambi i sensi di marcia. Da oggi ad allora, soluzioni «transitorie». E la più vistosa la vedremo all’opera a breve: limite dei 30 all’ora di velocità su via Dante, via Fontana (la prima su cui sarà applicato) e corso Bettini. Allargate le vie togliendo posti auto e ciclabili e imposta una velocità moderata, la coesistenza tra bici ed auto diventa secondo gli attuali amministratori più sicura di una pista ciclabile non protetta in contromano. Alla soppressa ciclabile di via Fontana si può ovviare tagliando per la zona pedonale, una volta arrivati al termine della ciclabile di via Dante. E più spazio alle bici proprio in penetrazione alla zona a traffico limitato si darà anche consentendo il doppio senso (ai soli ciclisti) su via Orefici.  Infine i parcheggi in via Fontana, «pianti» dai commercianti e sul cui ripristino Benoni (Pdl) ha presentato ieri una mozione in consiglio. Gli stalli per il carico scarico saranno ripristinati, ma all’altezza delle vetrinette. Davanti all’Exquisita solo piazzole riservate ai disabili.

In via Setaioli è così da mesi e finora né multe né disagi

  ROVERETO. In via Setaioli la «novità» dei 30 all’ora è già operativa da qualche mese. E ad oggi ha dato ottima prova, nel senso che in pratica non se ne è accorto nessuno. Le verifiche costanti compiute dai vigili urbani non hanno portato ad elevare finora nemmeno una contravvenzione: il limite dei 30 chilometri orari diventa di fatto 35 con il margine di tolleranza di 5 chilomentri all’ora prescritto per gli autovelox. E in via Setaioli, anche se allargata come appare oggi, superare i 35 all’ora di giorno è quasi impossibile. In compenso la situazione con il nuovo assetto dato alla carreggiata e con il sacrificio di un po’ di posti auto, pare essere molto migliorata dal punto di vista viabilistico. Non si segnalano più i problemi che si verificavano sistematicamente all’incrocio di due mezzi di grandi dimensioni, spesso costretti a manovre in spazi risicatissimi che bloccavano il traffico. Quindi esiti del tutto soddisfacenti, visti almeno dal punto di vista dei vigili.  Quanto all’altro tema del momento, il problema dei ciclisti indisciplinati, il comandante D’Arcangelo concorda. Le segnalazioni sono parecchie. Sia per biciclette in contromano sui tracciati delle ormai ex piste ciclabili, sia, e soprattutto, per uno spostamento delle bici sui marciapiede nei tratti a senso unico. In questa fase, considerara ancora transitoria dal vecchio al nuovo sistema, i vigili fanno soprattutto opera di dissuasione e persuasione. Ma le multe, salatissime per le due ruote, inizieranno a fioccare se la situazione non cambia radicalmente e in fretta.
postato da: Fiets alle ore 09:34 | link | commenti (3)
categorie: rassegna stampa


mercoledì, 30 settembre 2009

Sulla ciclabile auto parcheggiate (dal Trentino, 30 settembre 2009)

dal Trentino - Pagina 26 - Cronaca di Rovereto
 
Sulla ciclabile auto parcheggiate

E cancellate le piste i ciclisti viaggiano nel traffico contromano
 In via Fontana e largo S. Caterina ogni giorno si sfiora l’incidente: «Sbagliano, la colpa è del Comune»
 
 ROVERETO. Sono segnali forse momentanei, ma chi insiste a spostarsi in bicicletta se ne accorge eccome. In corso Bettini, dove prima c’era una ciclabile, per quanto criticata e con molti punti deboli, ora stanno silenziosamente tornando le automobili parcheggiate. Succede in Borgo Santa Caterina, dove la strada è larghissima per una via a senso unico, ma le fioriere sono state spostate addosso al marciapiede, togliendo un percorso molto usato dalle bici. E ancora via Fontana, via Dante con una ciclabile perennemente non finita, e altri esempi ancora. In Corso Bettini, nelle ultime settimane, chi gira in bici, anche solo fino in biblioteca, ha vita difficile. Di giorno ci sono lavori, la sera cull’ex tracciato parcheggiano le auto. La ciclabile ufficialmente chiusa, il terreno è dissestato. I ciclisti però non si rassegnano, e tra loro ci sono i ragazzi di Massa Critica. Sabato scorso, malgrado la pioggia, hanno raccolto un gruppo di oltre cinquanta persone, di ogni età, tutti in bici. Il gruppo ci tiene a dichiararsi sganciato dai partiti e dalle divisioni politiche. Quest’estate, per molti di loro, Rovereto è diventata “la città che cancella le ciclabili”. Tengono un blog e ogni ultimo sabato del mese, alle 17.30, si ritrovano in piazza delle Erbe, per poi sfilare per la città. «Sono tutti segnali negativi», commentano Michele e Mario, alcuni dei principali animatori del gruppo. «La situazione per certi versi è tragica. Noi ci rivolgiamo, più che all’amministrazione o alla politica in generale, alle persone. Ci interessa soprattutto sensibilizzare il cittadino. Ma la situazione attuale, e le scelte finora fatte da chi amministra, non aiutano affatto. Manca un piano generale ed integrato di piste ciclabili; i percorsi sono tutti spezzetati e non c’è continuità». Sulla mancanza di un piano ciclabili, recentemente, si è mosso anche il Pd, con una raccolta firme. La cancellazione di alcuni percorsi ha creato nuove situazioni di rischio, e alcuni ciclisti passano anche dove non si dovrebbe. Ad esempio in Borgo Santa Caterina, dove, per abitudine o solo per la palese larghezza della strada, i ciclisti continuano a percorrere la via contromano. E chi prosegue, affacciandosi in via Fontana, crea rischi a sè stesso e agli automobilisti. Si continua a pedalare contromano in via Campagnole: per risolvere il problema l’ingegner Claudia Andrighettoni, assunta dal Comune per progettare un piano di ciclabilità, aveva suggerito di creare una pista per le bici sulla via, ma non se n’è fatto nulla. «È vero - riconoscono i ragazzi della Massa Critica - molti ciclisti sono indisciplinati e si prendono seri rischi. In parte però è una diretta conseguenza della mancanza di una rete che funziona». (ms)
postato da: Monaccia alle ore 15:21 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, mobilità


martedì, 01 settembre 2009

Rovereto città a vocazione ciclo-turistica?

Se lo chiede il giornale L'Adige (a cui facciamo pubblicamente i complimenti per l'attenzione e la competenza con cui sta trattando il tema della mobilità a Rovereto), con la seguente provocazione:

Cicloturismo, una risorsa o no?

e col video allegato:

E ce lo siamo chiesti anche noi notando questo cartello all'uscita della stazione dei treni di Rovereto:

Cartello fuori stazione treni
Speriamo proprio che nessun cicloturista segua l'indicazione che suggerisce di percorrere via dell'Abetone, altrimenti altro che Rovereto come "un prodotto "vendibile ed appetibile" per un turismo amante della storia e della nostra cultura"!


baci e bici a tutti!
postato da: lollobop alle ore 22:56 | link | commenti (1)
categorie: media, rassegna stampa, viabilità


sabato, 29 agosto 2009

La questione ciclabili approda anche sul blog de "L'Adige"

«Nei forum di Massacritica di Rovereto trovo spesso critiche nei miei confronti per un supposto sensodi "inutilità e/o abolizione delle ciclabili". Nulla di più falso». L’assessore Roberto Zuccatti, dopo la bocciatura della mozione Gerola in consiglio comunale, torna a difendere le sue posizioni: «Ribadisco che il nostro punto di divergenza riguarda solo ed esclusivamente le vie più centrali e destinate ad essere "vetrina" della città oppure avere un motivo storico per non essere toccate e/o modificate. Ammetto: sono sicuramente viziato dal mio essere imprenditore, in questo. Quindi sono portato a vedere Rovereto nel futuro come un prodotto "vendibile ed appetibile" per un turismo amante della storia e della nostra cultura. Non riuscirei a vedere un Corso Bettini o una Via Dante tutta muretti per separare le ciclabili; o un serpentone di fioriere, magari mezze incolte».
Ma quelli di Massa Critica affermano che il Codice della strada permette altre soluzioni tecniche, non per forza i muretti separatori... «Lo so, ci sono delle deroghe possibili - afferma Zuccatti - ma allora mi metto contro il mio sindaco. L’ha detto chiaro in consiglio comunale: ha il terrore che poi venga incriminato come responsabile in caso di incidente. Se ci scappa il morto, meglio essere in piena regola, o niente» [...] ...LA DISCUSSIONE CONTINUA QUI
postato da: okcomputer alle ore 11:22 | link | commenti (2)
categorie: rassegna stampa


venerdì, 21 agosto 2009

«Bici in stazione, che invidia il nuovo parcheggio di Trento»

da l'Adige pag.31, Cronaca di Rovereto, 21 agosto 2009


(Foto: Il parcheggio bici alla stazione di Piazzale Orsi)

A Trento si sta investendo più che a Rovereto sulla mobilità alternativa. Ne è convinto un lettore che ci ha scritto per segnalare la diversa funzionalità del nuovo parcheggio delle biciclette alla stazione dei treni di Trento e, per contro, le condizioni di quello roveretano. «Il nuovo parcheggio delle biciclette presso la stazione dei treni di Trento è un'opera veramente utile e necessaria. Ora, a nome di tutte le persone che utilizzano il parcheggio delle biciclette, lato nord, della stazione dei treni di Rovereto, vi invito a fare un articolo nella cronaca di Rovereto, riguardo alla situazione penosa in cui giace il parcheggio (spocizia, furti, parcheggi abusivi di automobili e parcheggio selvaggio di moto nei posti adibiti alle biciclette). Sarebbe interessante sapere se in futuro sarà possibile realizzare anche a Rovereto un parcheggio uguale a quello inaugurato a Trento».
postato da: Monaccia alle ore 19:21 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, trasporti, mobilità


giovedì, 20 agosto 2009

Sotto il sole d'agosto o nella neve ma pur sempre al lavoro in bici

Dopo Emilio di Mori (per info), ecco un'altra testimonianza di pendolarismo in bici

da l'Adige pag.26, Cronaca di Rovereto, 20 agosto 2009

Foto del 24 novembre scorso sulla ciclabile all'altezza di Chiusole
(Foto del 24 novembre scorso sulla ciclabile all'altezza di Chiusole)

Qualche tempo fa abbiamo riferito della scelta di un nostro lettore di Mori che con la pioggia, il sole d'agosto o il vento più forte viene sempre al lavoro in città in bicicletta. Il tema era quello dei trasporti alternativi all'auto. Una testimonianza utile a capire che ci si può spostare e bene anche in bici: «Senza il problema del parcheggio e delle code - scriveva il moriano - si arriva in città appena cinque minuti dopo l'auto...». Dello stesso filone è l'intervento di Claudio Raffaelli, di Calliano, anche lui patito del pendolarismo in bici: «E' vero - scrive - usare la bici per recarsi quotidianamente al luogo di lavoro è proprio di pochi, anzi pochissimi. Condivido in pieno le osservazioni di Luciano Manfrini: recarsi in bici al lavoro non è un sacrificio, bensì una libertà. Dopo più di dieci anni di pendolarismo (Calliano-Rovereto) sono arrivato al punto di arrabbiarmi se per qualche malaugurato motivo devo usare l'auto. Per rendere l'idea ecco alcuni dei miei "numeri". Nel 2008 su 218 giornate lavorative 218 trasferte in bici (pioggia, gelo, vento, neve, afa che sia). Chilometri percorsi in auto l'anno scorso 2.300, in bici 14 mila. Io sono del parere che l'amministrazione pubblica potrebbe prevedere un "incentivo" a chi usa quotidianamente la bici per recarsi al lavoro. Invece di spendere vanamente denaro in studi sulla mobilità. Si cominci a premiare chi l'auto la lascia a casa». D.P.
postato da: Monaccia alle ore 18:35 | link | commenti (3)
categorie: rassegna stampa, trasporti, mobilità, buone esperienze


venerdì, 14 agosto 2009

Un ponte ciclabile contro le auto (da l'Adige del 14/08/2009)

Mai più attraversamenti pericolosi, automobilisti arrabbiati, bimbetti che rischiano di essere arrotati: la Provincia ha dato il via libera alla nuova passerella ciclopedonale sul fiume Adige a Nomi. Quel tratto di pista ciclabile, d'altro canto, è l'ultimo di un certo rilievo rimasto scoperto dalla trincea. In pratica, dal Bicigrill in Destra Adige fino alla sinistra orografica di fiume adesso si è costretti a impegnare il ponte che collega Nomi con Calliano. Per carità, non si tratta certo di una strada trafficatissima ma il pericolo per i ciclisti è comunque sempre alto. Di qui la decisione di risolvere una volta per tutte la questione ed ovviare all'attuale itinerario monco. L'opera, i cui lavori partiranno ad ottobre, costerà 800 mila euro e sarà consegnata pronta per l'uso il 30 giugno 2010. La ciclopista del Sole, d'altro canto, è un itinerario cicloturistico di un certo fascino e, soprattutto, assai battuto tanto dai trentini che dagli stranieri. L'unico intoppo, dopo la realizzazione dei sottopassi di Borgo Sacco e Mori Ferrovia, al momento è proprio a Nomi, che funge da barriera tra il tratto verso Trento e quello verso Rovereto. Il servizio ripristino ambientale della Provincia da tempo sta pensando ad una soluzione. Ed ora, dopo le opportune verifiche e gli immancabili espropri, ha deciso di mettere mano al portafoglio ed eliminare l'anomalia. Il dirigente provinciale Innocenzo Coppola, tra l'altro, annunciando l'imminente cantiere fissa dei paletti non di poco conto. «I luoghi dove verrà realizzata l'opera interessano l'asta del fiume Adige, dove si sono già realizzati numerosi percorsi con l'obiettivo di incentivare forme di mobilità alternative all'automobile per spostamenti casa-lavoro, casa-scuola in condizioni di sicurezza e di favorire il cicloturismo». Insomma, la Provincia crede nella bicicletta come veicolo turistico ma anche e soprattutto come mezzo di trasporto economico ed ecologico. Con queste premesse la speranza è che i Comuni seguano queste direttive provvedendo a realizzare percorsi ciclabili all'interno dei centri abitati, magari collegati proprio con la pista lungo l'Adige.

nigua

La Provincia ci crede e il Comune di Rovereto?

baci e bici a tutti
postato da: lollobop alle ore 17:41 | link | commenti (2)
categorie: rassegna stampa